Sopravvivere alla spesa con tuo figlio

Quella volta che… devi fare la spesa con tuo figlio!

Avete presente quella pubblicità dove una mamma, con la bimba piccola sul carrello, e il suo “dolce” pargolo che le zampetta intorno stanno sfilando tra gli scaffali di un supermercato?
Il piccolo prova ad infilare nel carrello qualunque cosa a portata della sua mano e la madre lo riprende più volte. Per tutta risposta lui comincia ad urlare.

Ve la ricordate la razione della madre!? Io si, la adoro, prima o poi lo farò.

Non so chi sia, non so come si chiami, ma so per certo che si tratta di una Desperate Housewine.
La signora, distinta ma dall’aria trafelata, reagisce al figlio con il suo stesso pane: comincia ad urlare, si butta a terra e batte i pugni come in preda ad una possessione!

Lo slogan dice:”l’attacco è la miglior difesa!!!”
Ecco il video!

Ma voi, ce la fate a fare la spesa con vostro figlio?

No, perché per me è una delle cose più difficili da fare.

Ieri sono andata al mio supermercato preferito: corsie larghissime, tanto spazio, quello che io chiamo “lo sparaflashatore” che, quando arrivi alla “cassa fai da te”, hai già il conto fatto.
Ecco, quello è un validissimo strumento per farlo sentire importante, responsabilizzarlo, ma, soprattutto, per tenermelo vicino. Infatti incarico mio figlio di sparaflashare i prodotti che acquistiamo.
Fino a ieri non riusciva da solo. Ma proprio ieri l’ho scoperto a sparaflashare qualunque cosa, solo per il gusto di sentire quel…ti-tiiiii….che fa l’arnese quando acquisisce un codice e a barre.
Ovviamente gli revoco al volo l’incarico, molto prima di quando normalmente si stufi lui da solo, ma dovevo, onde evitare un conto stratosferico, dovendo pagare molti articoli nemmeno presenti nel carrello.

Ed ecco quindi cosa mi è toccato affrontare, come succede, d’altra parte, ogni volta che sono a far la spesa con il mio piccolo diavolo della tasmania.

Parte prima: ciak si gira!

Mio figlio sparisce in un nanosecondo per poi candidamente dirti, quando lo ritrovi e lo sgridi, facendogli presente che ti eri preoccupata, “Ma io stavo guardando le aragosteee!!!!”

Vuole portare il carrello. E va bene.

Ma poi, mentre fissi il banco del pesce, convinta che stia ancora guardando le aragoste vive nella vasca, senti la vecchietta di turno dire:”attento!!!!”.
E tu sai, te lo senti dentro, sai che chi deve stare attento è sicuramente lui!!!
Ti giri  e te lo ritrovi a viaggiar sopra il carrello per le corsie, mentre i “pedoni” rischiano irrimediabilmente di essere travolti. Intercetti il carrello al volo e salvi la vecchietta che però ti guarda male della serie “mamma degenere e incapace”.

Ti giochi la carta macchinina, asso nella manica che hai sempre in borsa, che magari lo tiene impegnato.

Lui comincia a rotolare per terra, a scivolare facendo a gara con la macchinina a chi arriva prima. Arriva dove? Ma ovviamente sotto le gambe della ormai attenta vecchietta che per miracolo schiva lui e l’infido minuscolo mezzo.

Lo sguardo questa volta è terribile e fulminante, della serie:”cosa lo ha fatto a fare un figlio!”.

Tu ribolli dentro e gliene vorresti dire tante che la metà basta. Invece ammicchi un sorriso con aria, in verità, colpevole e punita, e fulmini con lo sguardo il piccolo diavolo che serafico, a braccia alzate, sta già urlando “HO VIINTOOOO!”.
“Tesoro, nuova regola: la macchinina non la puoi fare correre per terra perché nessuno qui si aspetta di poterci scivolare sopra, non è un posto dove si gioca con le macchinine! Quindi, o me la restituisci, o ci giochi non in terra!”
Mentre finisci di pronunciare la frase ti rendi conto che, povero, dove ci può mai giocare se non in terra, gliela devo per forza requisire. Ma lui è troppo avanti e comincia sereno a fare andare la vetturina sui bordi degli scaffali e tu, tra te e te, ti dici “ma guarda che bimbo sveglio, se ne inventa proprio di ogni!” e sei davvero orgogliosa di lui, ti ha pure obbedito!
Ma poco dopo – pochissimo dopo – con la coda dell’occhio vedi due piedi uscire da un banco frigo:”AMORE, ma cosa combini!!!”

Un profondo senso di inadeguatezza comincia a farsi strada nel tuo più recondito subconscio, accompagnato da una rabbia invereconda che comincia a montarti insieme ad un caldo sahariano!!!!
Un banconiere accorre a salvare il pargolo inghiottito dal frigo e, siccome è anche un santo, sposta tutte le confezioni di uova e latte (rischio altissimo essendoci accanto mio figlio!) per recuperare la maledetta macchinina.

Spesa con tuo figlio | Secondo tempo

Comincia a venirti fretta, nonostante tu sia ancora alla prima corsia del supermercato. Ma, da vera super-organizzata, hai la planimetria del supermercato in testa e sai esattamente dove andare a cercare quello che ti serve, scaffale per scaffale.

Comincia la lotta contro il tempo perché, a quel punto, l’unica cosa desiderabile è riuscire ad uscire di lì il prima possibile!!!!
E via: te lo trascini dietro alla velocità della luce, gli rimetti in mano lo sparaflashatore sotto attentissima supervisione, anche perchè, intanto, non ha mica il tempo di sparaflashare qualcosa a caso come faceva prima, visto che è praticamente risucchiato dalla scia della tua velocità tra gli scaffali.
Finalmente ti avvicini alle “casse fai da te” e comincia a passarti il senso di bollore: te la senti, ce l’hai fatta!!!

Nooooo…..

Sei lì che infili il bancomat per pagare il conto e, proprio mentre ti viene in mente che hai dimenticato questo e quello (era un’impresa impossibile prendere tutto a memoria a quella velocità!),

Ce-la-pos-so-faa-reeeee…

Senti lui che se la ridacchia demoniacamente.
La cassiera della rilettura balza fuori dalla sua postazione urlando  “FEEERMOOOOO!!!!” – a rallentatore, immaginatevi la scena a rallentatore – Questa si avvicina a lui mentre io comincio a realizzare e giro lentamente la testa nella sua direzione. Un lunghissimo scontrino bianco è già fuori da 4 casse su 6, lui sta lavorando alla quinta, pigiando un bottone che solo chi le ha costruite sa che c’è. Ma lui, si, quel genio di tuo figlio lo ha scovato, e premuto ininterrottamente per secondi e secondi interi!!!!!!
La cassiera disperata “non lo fare!!! vanno in tilt le casse e dobbiamo ricaricare bobine di scontrini nuove!!!!”
Tu sprofondi.
Vorresti nasconderti in un buco, ma non come gli struzzi, se lo facessi chissà che cosa non farebbe tuo figlio al tuo corpo ancora in vista!
No, tu vorresti proprio sparire completamente. E invece, con la rabbia che si è riaccesa come un fuoco al vento, cominci a dirgliene tante, ma tante che lui effettivamente la faccia punita se la fa venire un pochino. Ma solo un pochino.
Sai che tra poco dovrai lottare per sederlo sul seggiolone in macchina.

Per fortuna, il vino non lo hai dimenticato!!!!

 

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