Attacchi di panico

Guarire dagli attacchi di panico

Questo è un argomento molto serio, che esula dagli articoli ironici da me scritti in questo blog finora, ma ci tengo a parlare di attacchi di panico, sperando che la mia esperienza possa dare conforto, e/o uno stimolo a chi tuttora vive il dramma degli attacchi di panico.

Com’è cominciata la mia lunga relazione con gli attacchi di panico

Avevo 24 anni e ricordo molto bene il momento in cui ho cominciato ad affrontare un calvario che sarebbe durato quattro lunghissimi anni. Avevo appena perduto un punto di riferimento molto importante della mia vita: la nonna paterna.

Sono cominciati, così, all’improvviso. Qualche avvisaglia l’avevo già avuta perfino in tenera età, solo che, allora, ero ignara di cosa fossero. In età adulta, poi, sono esplosi: volevano essere brutali e durare molto a lungo.

Un giorno, mentre leggevo un giornale, trovai un articolo che parlava proprio degli attacchi di panico. Mi identificai subito in quelle parole che scorrevano velocemente davanti ai miei occhi. Più andavo avanti a leggere e più mi rendevo conto che quell’articolo parlava proprio di ciò che stavo vivendo io in quel preciso momento della mia vita.

Ero imprigionata da me stessa e dalle mie paure.

Continuavo a pensare che stavo male e, più ci pensavo, più peggioravo. Arrivai ad un certo punto che non vedevo l’ora che arrivasse la sera per poter chiudere gli occhi e addormentarmi, perché era l’unico modo per me di trovare pace.

Le cose più banali, come andare al lavoro o guidare, erano diventate un incubo. Non riuscivo a vedere una via d’uscita.

Come si manifestavano gli attacchi di panico

Avevano la loro modalità: mi lasciavano quasi senza respiro.

Succedeva ovunque e tutti i giorni, in diversi momenti della giornata. Mi sentivo come se non potessi scappare da un pericolo.

Ancora di più, mi assalivano in quelle occasioni in cui più mi sentivo senza via d’uscita.

Mi era capitato, alcune volte, durante le uscite con gli amici, di aver perso coscienza, di essere svenuta, pur in assenza di qualunque motivo plausibile che potesse giustificare un tale evento.

Così avevo cominciato ad aver paura che succedesse, alla brutta figura che avrei fatto con chi mi era intorno, a come, chi avesse assistito al mio mancamento, avrebbe potuto reagire, a cosa avrebbe potuto pensare.

Mi ritrovavo così totalmente immobilizzata in quel pensiero, vulnerabile al mio nemico: la perdita del controllo di me stessa. Il mio unico chiodo fisso era diventato quello. Solo che, più facevo così, più mi bloccavo in quello stato di angoscia e l’attacco di panico arrivava inesorabilmente, come un tornado, lasciandomi, una volta in più, a pezzi.

L’istinto di sopravvivenza

La prima cosa che mi ha dato uno stimolo ad uscire da quel tunnel è stato l’istinto di sopravvivenza e, sembra un paradosso, la paura stessa.

Nessuno capiva cosa provassi ed io non riuscivo a farlo capire, per cui mi sentivo anche molto sola. Ma capivo anche che da sola non avrei potuto farcela: avevo assolutamente bisogno di un aiuto.

Grazie al cielo, tempo addietro, avevo conosciuto uno psicologo.

Quando ho cominciato a non poterne più di provare paura per tutto, gli ho chiesto aiuto. E lui mi ha consigliato la persona giusta che potesse aiutarmi per questo mio problema.

La scelta di farcela

Devo dire che, se da una parte sono stata fortunata, perché sono stata indirizzata sin da subito verso la persona che mi avrebbe davvero aiutata, dall’altra, nel mio percorso di terapia, credo proprio di aver scelto di farcela.

E’ stato un lungo viaggio. Ed in questo viaggio ho dovuto combattere anche con altri demoni interiori, che si erano sopiti, ma che, piano piano, lungo i sentieri intrecciati del mio inconscio, emergevano. Li ho affrontati faccia a faccia e sono stata peggio, per poi rinascere meno bambina e più donna. E’ stata davvero dura, ci sono stati momenti in cui mi chiedevo quando avrei smesso di patire in quel modo assurdo.

Superare gli attacchi di panico per me non ha voluto solo dire smettere di provare quella sensazione di angoscia e ritornare a vivere serena. Affrontarli mi ha fatto crescere: infatti ho imparato ad accettare i miei limiti e a mettermi in discussione; ho smesso di dare peso ai giudizi degli altri, di voler sembrare perfetta a tutti i costi, di compiacere le persone per fare in modo, necessariamente, di piacere a tutti; ho cominciato ad accettare i miei difetti e quelli degli altri.

Ma, soprattutto, ho cominciato ad ascoltare me stessa. O, perlomeno, tutto questo ogni giorno provo a farlo, a volte riuscendoci, a volte no. Ma ora, quando non riesco, non mi rimprovero più come facevo prima, insomma mi voglio più bene.

Un nuovo punto di vista

Lo psicologo a cui mi sono rivolta mi ha insegnato un novo punto di vista su me stessa e, così facendo, mi ha letteralmente ridato la vita: sono rinata. Grazie alla sua guida ho avuto modo di comprendere che sì,ero fatta così, ed ho imparato ad accettarmi per quello che ero.

Un giorno, verso la fine della mia terapia, il Dottore mi disse: “Valentina, gli attacchi di panico fanno parte di te. Sono il modo in cui tu proteggi te stessa. Ti potrebbero ritornare nella vita, ma quando succederà, d’ora in poi, avrai gli strumenti per affrontarli”.

Aveva ragione. Per quanto ormai, per fortuna, si presentino davvero di rado e in maniere decisamente più lieve, è proprio attraverso gli attacchi di panico che mi rendo conto di quando sono in una situazione di disagio. E sono sempre loro che mi avvertono quando vivo una condizione in cui,  a mia insaputa, non sono a mio agio  con me stessa. Sembra assurdo vero?

Oggi posso dire con orgoglio che sono diventata più forte di loro e non mi fanno quasi più paura.

Come affrontare gli attacchi di panico?

Non sono una psicologa, per cui i miei sono consigli sono strettamente legati al punto di vista di chi li ha subiti.

Ciò che mi sento di suggerire a chi ne soffre per riprendere in mano la propria vita e superare quei momenti terrificanti è questo:

  1. Se soffri di attacchi di panico lasciati aiutare da un professionista: fatti consigliare, da qualcuno di cui ti fidi, uno psicologo specializzato. Te lo dico con il cuore!
  2. Accetta di avere gli attacchi di panico: se provi a combatterli vinceranno loro, se invece li accetti, stai già cominciando a guarirne.
  3. Gli attacchi di panico vengono per comunicarti un tuo disagio che non prendi in considerazione: guarda questo lato positivo, perché ti stanno dando modo di fare qualcosa per stare bene davvero!
  4. Non avere fretta, prendi tutto il tempo che ti serve per superarli: potresti metterci poco tempo, o  più di quello che ti aspetti, ma tu rispetta i tuoi tempi.

Confido davvero che aver raccontato questa mia esperienza possa aver dato conforto a chi vive con questo fardello addosso: non siete sole, anzi, ormai gli attacchi di panico sono fin troppo comuni. Ma si guarisce!

Per concludere voglio citare due frasi meravigliose di Jovanotti che ritengo molto significative:

“…la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare…”

“…è bello vivere anche se si sta male…”

Quindi ricordatelo: la vita è bella, ritorna a viverla!

 

Lascia un commento