Bambini nel lettone

Adesso mi addentro in un argomento spinoso e so che, facendolo, mi graffierò. Anzi, ho paura che sarete voi a graffiarmi!!!!

Mamme di bimbi e bimbe di 5 anni e dintorni, a me: ditemi, dove dormono i vostri figli?

Amo pensare che la risposta, per la stragrande maggioranza di voi, sia “Ma nella loro cameretta, ovviamente!!!!”.

Tuttavia, so che ci sono molte la cui risposta non sarebbe quella, né sarebbe immediata, né tanto meno diretta.

Mi riferisco a coloro che ammiccano, sorridono sotto i baffi, cominciano a raccontare problemi, aneddoti e, dopo un discorso di un quarto d’ora, svelano finalmente che il dolce pargolo dorme nel lettone con loro.

Ora, a parte il fatto che in tre in un letto matrimoniale normale non si fa vita, mi piacerebbe che riflettessimo insieme sul perché i nostri figli dormono con noi e sul perché, invece, dovrebbero conquistare la loro indipendenza, anche quella notturna.

I bisogni del bambino

Dormire nel lettone è il sogno di quasi tutti i bambini, che vivono la vicinanza del genitore come supporto, sia morale che fisico. Poter contare sul genitore sdraiato accanto a loro li rasserena e, grazie a questa presenza, si sentono protetti e al sicuro.

In “psicologese” si dice che assicurarsi la vicinanza di un genitore a letto, ancor meglio nel lettone, offre al bimbo uno strumento potente per eliminare l’ansia di separazione nel momento più delicato, quello dell’addormentamento.

In pratica – traduco – i nostri figli fanno fatica ad immaginarsi soli in quella che, per loro, è una lunga e buia notte.

Infatti moltissimi bambini sono come dei geni manipolatori, quasi sempre grazie alla complicità delle loro madri, tanto da aver ottenuto di dormire con loro nel letto matrimoniale, spessissimo sfrattando papà.

Altri, forse dalla natura più indipendente, si manifestano accanto al lettone notte tempo o, nel migliore dei casi, al mattino prestissimo, spesso reduci da un brutto sogno, in cerca di quella consolazione e sicurezza che solo noi genitori sappiamo loro dare. E, naturalmente, finiscono per dormire con noi per del resto nostro sonno.

Sono abitudini molto comune tra i bambini, soprattutto tra i 3 e i 6 anni, che, in alcuni casi, si possono mantenere fino anche all’età di 10 anni.

E’ compito di noi genitori aiutarli a gestire tali insicurezze. E’ compito nostro guidarli alla loro indipendenza notturna e spiegare loro che esistono dei confini, spaziali e temporali, e che il lettone è per loro off limit.

I bisogni delle madri

Non sempre però si tratta di un compito facile.

Abbiamo fino ad ora parlato di quelli che sono i bisogni dei nostri figli, la risoluzione dei quali altro non è che una sfida nel loro percorso di crescita e differenziazione da noi.

Ma spesso, anzi, mi espongo, sono più propensa a dire SEMPRE, il fatto che i nostri figli dormano con noi ha motivazioni ben lontane dal loro bisogno di vicinanza.

Molto più spesso si tratta di un bisogno di uno dei due genitori (quasi sempre la mamma) mascherato da bisogno del figlio. E le motivazioni sottese sono le più disparate.

Mamme indispensabili

“Non può dormire se non mi ha affianco!”

“…no, perché si addormenta nel lettone con me e poi non lo sposto perché ho paura di svegliarlo!!!”

“Ci abbiamo provato in ogni modo a metterlo nel suo letto ma ha proprio paura! Non si tranquillizza se non sto lì accanto, e quindi, siccome so che è sbagliato dormire in letto con lui, tiro fuori il lettino nel cassetto sotto il suo e mi sdraio lì. Il problema è che poi mi addormento anch’io!”

Tutte frasi di mamme, e chissà quante altre voi ne avrete sentito.

E’ un richiamo irrinunciabile per tantissime: nostro figlio ci chiede vicinanza per abbandonarsi tra le braccia di Morfeo, proprio come quando era dentro di noi o appena nato, in quel magico momento di simbiosi che ci ha reso indispensabili e ci ha fatto sentire così perfette, complete, piene.

Difficilissimo dire di no. Arduo rinunciare attivamente a quella sensazione magica che ci ha fatto svegliare 10 volte a notte, quando lo allattavamo o gli tenevamo il biberon.

Lui lo chiede, è vero, forse perché ha un po’ paura del buio, forse perché preferirebbe stare nella stessa stanza con noi: ci prova.

Mamma chioccia
Mamma chioccia

Chi ha bisogno di chi?

Ecco cosa, a volte, ci diciamo: “ha bisogno di me!”.

Sicure? O siamo noi mamme ad aver più bisogno di lui?

Di corsa tutto il giorno: lavoro, casa, portalo e prendilo a scuola, accompagnalo a nuoto, cucina per tutta la famiglia. La giornata scorre, siamo sempre impegnate.

Poi arriva la sera, e quel momento ci sembra l’unico in cui possiamo riuscire a godercelo.

Sdraiato accanto a noi, lo guardiamo, lo accarezziamo e ci attardiamo nella sensazione di essere indispensabili, ci sentiamo un tutt’uno con lui. Siamo orgogliose di aver fatto quel capolavoro che sta scivolando nel sonno!

Ma noi con lui!!!

E lui si abitua. Diventa un momento irrinunciabile.

Il la, però, lo abbiamo dato noi. Quell’abitudine è nata dal nostro bisogno, non dal suo.

Dover far dormire il tenero pargoletto nel lettone diventa poi, per molte donne, per quanto in maniera inconsapevole,  la scusa perfetta ed inattaccabile per l’indisponibilità verso il proprio uomo: il figlio rappresenta lo scudo sessuale delle madri che, per diversi motivi, non riescono più a sentirsi  a loro agio con la loro sessualità.

Come farli andare nel loro lettino?

Ma quindi, quali sono i “trucchi” per riuscire a far andare ciascuno a dormire nel suo letto?

Quali che siano le motivazioni alla base, come si fa a cambiare direzione quando ormai dormire con nostro figlio è diventata un’abitudine consolidata?

Come convincere i nostri figli ad andare a dormire nel loro lettino, in camera loro? E noi stesse a tornare sotto le lenzuola con il nostro partner?

Forza di volontà

Prima di tutto dobbiamo convincerci noi.

Già, care mamme, perché se non siamo convinte noi per prime, niente di tutto ciò succederà. Ci toccherà aspettare che nostro figlio, ormai alle soglie dell’adolescenza, mandi noi nel nostro lettone e via dalla sua camera!!!

Quindi, per prima cosa, tanta forza di volontà, consapevoli che sia la cosa giusta da fare per il nostro cucciolo.

Dobbiamo far capir ai nostri figli che gli adulti hanno dei momenti nella giornata in cui devono fare cose da adulti, non adatte ai piccoli, e che la sera è uno di quelli; che i bimbi hanno più bisogno di dormire degli adulti e che quindi mamma e papà andranno a letto sempre più tardi di loro.

Dobbiamo spiegar loro che ormai sono diventati grandi per dormire con noi, che non hanno più bisogno della nostra presenza tutta la notte. Ora di sicuro hanno il loro peluche preferito!

nanna con peluche
A nanna con il miglior amico

Rassicuriamoli rimanendo con loro finché non si addormentano, quanto meno per i primi tempi, così da non lasciarli soli poiché la solitudine prima di addormentarsi è, come abbiamo detto, un fattore ansiogeno per loro.

Come aiutarli ad affrontare il buio

Tutti i bimbi hanno istintivamente paura del buio. Il buoi è ignoto.

Quindi cerchiamo una lucina di cortesia, o la lampada più simpatica possibile, e lasciamola sempre accesa. In tal modo, la scatenata fantasia dei nostri figli non immaginerà mostri inesistenti, in agguato da ogni angolo della camera.

Il kit anti-mostro

Se ciò non bastasse, potete fornire al bimbo un kit anti-mostro, con dentro molte armi per combattere qualunque presenza.

In quello di mio figlio avevo messo: la torcia sparafleshante laser (una lunga torcia rossa che sembra una spada jedi), lo spry anti-mostro (uno spruzzino contenente niente popò di meno che una essenza chiamata “Dolce Sonno”, comprata in farmacia, che dovrebbe conciliare il sonno al pupo e che, sicuramente, rilascia un piacevolissimo profumo) e la pietra magica rileva mostri (null’altro che una pietra, sottratta ad una collanina, dall’unico pregio di essere bella, grossa e colorata).

Mio figlio ha usato moltissimo questo kit e, ancora oggi, per quanto non lo usi da tempo, guai a toglierlo da vicino al letto!

Si… può… fare!!!!

Bene, care mamme che dormono con i loro pupi, spero proprio di avervi fatto riflettere, spero che vi venga voglia di provare.

Convincetevi che aiutare i vostri figli a dormire fuori dal lettone sia un bene, per loro prima di tutto, ma, sicuramente, anche per voi e per i vostri mariti, per la vostra coppia.

I bimbi capiscono che sia giusto che loro se ne stiano nel loro letto, nelle loro camerette: all’inizio, magari, non ne saranno felici ma, se gliene darete modo, e insisterete con pazienza, vi stupiranno.

Presto saranno molto ligi non solo a rispettare i vostri spazi e i vostri momenti, ma loro, per primi, cominceranno a chiedervi il rispetto dei loro.

Vi ritroverete in poco tempo a vederli giocare con amici e amiche a “genitori e figli”, scimmiottando, in modo buffo, i vostri grandi discorsi sul rispetto dei confini, cercando di spiegare a “loro figlio” che deve dormire da solo.

E allora sorriderete, finalmente più leggere.

 

Lascia un commento